“Il Dono”, Giorgia Fiorio – Seravezza

Brochure Il Dono, Giorgia Fiorio, Seravezza Fotografia 2017

Cos’è Il Dono.

Giorgia Fiorio è stata la protagonista della XIV edizione di Seravezza Fotografia 2017 al Palazzo Mediceo con Il Dono.

Si è trattato di fotografie di grosso formato, tutte in bianco e nero. Ho appreso che Fiorio ha dedicato ben nove anni a questo progetto (dal 2000 al 2009), che si incentra sulla relazione tra l’individuo e il Sacro.

Brochure Il Dono, Giorgia Fiorio, Seravezza Fotografia 2017
Brochure Il Dono, Giorgia Fiorio, Seravezza Fotografia 2017

Le immagini proposte portano infatti all’attenzione del pubblico riti, tradizioni e luoghi estremamente diversi tra loro, aprendo in alcuni casi una porticina su realtà poco conosciute. O almeno, così è stato per me.

Religione e assenza di giudizio

Confermo poi quanto sostiene Denis Curti in questo video sul www.seravezzafotografia.it . Non si ha infatti la sensazione che l’artista giochi con il senso morale dei suoi spettatori. La sua fotografia e la sua esposizione ci lasciano essere puri osservatori, liberi di trarre o meno delle conclusioni. E di sorprenderci.

Come è successo per il ritratto di un prete cattolico, inaspettato in quella posizione del percorso. La sua presenza e il suo sguardo hanno sollevato stupore e dubbio al pari di altre misteriose figure religiose.

Cito infine dal sito la serie di interrogativi che spiega l’intento e la finalità de Il Dono:

“Quale forza trascina le folle di pellegrini attraverso le più alte montagne e la sterminata vastità dei deserti? Che cosa hanno in comune coloro che levano le mani al cielo e coloro che battono la fronte al suolo? Perché alcuni nudi e altri coperti sino agli occhi, altri rasati, lustri come mandorle, o invece con i capelli lunghi ravvolti alle barbe dentro immensi turbanti? Chi abita i corpi trafitti dei flagellanti, chi le membra coperte di cenere, chi c’è sotto la pelle tatuata o dipinta d’intricati disegni, chi dietro le maschere, chi dentro il velo? L’estasi, la trance, la contemplazione, la meditazione, conducono a una percezione impronunciabile della morte, o a una realtà fisica dirompente?”

 

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