Non di sola grammatica vive l’inglese

I libri più comuni per lo studio della grammatica

Una lingua straniera non si impara esclusivamente attraverso lo studio della grammatica. Purtroppo questo, la scuola italiana, sembra non averlo ancora compreso.

Perché lo studio della grammatica non basta?

La grammatica si configura, magari, come l’intelaiatura che sorregge il discorso. Essa permette sia di esprimersi che comprendere quanto ci viene detto. Tuttavia, ad un certo punto, le parole non si possono conoscere se non ci vengono insegnate, la capacità di produrre discorsi non è innata se non viene stimolata e la comprensione non si affina se non anch’essa con l’esercizio. In questo senso l’approccio adottato dalla maggioranza degli insegnanti italiani (almeno ai miei tempi, ahimè) resta nozionistico e ci lascia disarmati ogni volta che dobbiamo aprire bocca e partecipare ad un dialogo.

E i nostri coetanei europei?

Non c’è dunque da meravigliarsi se il confronto tra noi e il resto d’Europa è impietoso.

Al liceo ebbi infatti l’opportunità di partecipare ad uno scambio linguistico con una cittadina austriaca. Al di là delle difficoltà con il tedesco, iniziato a studiare da poco più di un anno, lo sconcerto vero e proprio arrivò con l’inglese. La padronanza sfoggiata da quei nostri coetanei sembrava inspiegabile e suscitò immediatamente in me una profonda amarezza; era chiaro segno di un universo frapposto fra “noi” e “loro”. Ci potevamo sognare, infatti, la loro disinvoltura nel porre domande od esprimere opinioni.

Inimmaginabili, allo stesso tempo, le lezioni pratiche, dinamiche e dritte al punto dei loro insegnanti.

Il mio approccio

L’accoppiata correttezza generale e rifiuto del perfezionismo grammaticale a tutti i costi, rappresenta un’accoppiata vincente per avvicinarsi ad una nuova lingua; costituisce un indirizzo che sostengo fortemente e che spero traspaia dal materiale proposto in questo sito.

Per approfondire l’argomento

Suggerisco questo interessante articolo di Libraio.it, incentrato su un approfondimento del Corriere della Sera: Perché i ragazzi italiani continuano ad avere un problema con l’inglese?

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